Le tecnologie pulite

La riduzione delle emissioni di CO2 passa nel miglioramento delle efficienze energetiche e in questa direzione vanno le migliori tecnologie di combustione del carbone.

Il carbone, grazie alle più moderne tecnologie di combustione oggi esistenti in Italia, può contribuire significativamente al recupero dell'efficienza e della competitività nella produzione di energia elettrica italiana utilizzando tutta la capacità oggi esistente e non utilizzata a causa di vincoli territoriali locali.

Le tecnologie innovative oggi utilizzate per il "carbone pulito" sono

  • Combustione a Letto Fluido – FBC.
  • Polverizzazione del carbone – PCF.
  • Combustione a letto fluido pressurizzato – PFBC.
  • Gassificazione del carbone – IGCC.
  • Polverizzazione pressurizzata del carbone – PPCC.
  • Gassificazione del carbone Fuel Cell Systems – IGFC.

L'Italia può contribuire efficacemente al contenimento globale delle emissioni di CO2 impegnandosi fortemente nel sostenere i meccanismi flessibili previsti nel Protocollo di Kyoto e cioè: le Joint Implementation - JI - e il Clean Development Mechanism – CDM.

Un altro meccanismo flessibile è l'Emission Trading - ET, già molto utilizzato negli USA dove è stato introdotto con la legge per la protezione della qualità dell'aria (il Clean Air Act), che ha dato ottimi risultati in quanto incentiva gli emettitori a cercare soluzioni che comportino il costo minore per raggiungere il risultato desiderato.

In altre parole se un emettitore deve sostenere costi più elevati per ottenere la conformità può accedere al mercato delle emissioni e raggiungere i propri obiettivi acquistando diritti da altri emettitori in grado di ridurre le emissioni ad un costo inferiore a quello dell'acquirente.

Questi meccanismi, che saranno gestiti da un'apposita Agenzia Sovranazionale, permetteranno che una parte delle emissioni, evitate attraverso progetti finanziati, siano utilizzabili dai Paesi finanziatori per il perseguimento dei loro obiettivi di riduzione di CO2.

In sostanza una "politica estera" dell'energia sostenuta già dai principali Paesi industrializzati (come USA, Regno Unito e Giappone) che permetterà non solo di salvaguardare il grande patrimonio industriale, tecnico ed umano italiano nel settore della combustione dei combustibili solidi (aziende come ABB, Alstom, Techint, Ansaldo) ma anche di promuovere le esportazioni laddove vi siano basse efficienze energetiche (per esempio Cina, India, Paesi dell'Est, Russia), contribuendo quindi efficacemente al contenimento globale delle emissioni di CO2.