Energia elettrica e carbone

Produzione di energia elettrica e carbone: l'anomalia italiana

Le fonti di energia elettrica (fonte: IEA, 2009)

Nel mondo, il 39% dell’energia elettrica è prodotta dal carbone, la cui produzione nel 2009 si attesta a 6 miliardi di tonnellate, con un aumento del 2,5% rispetto al 2008.

In Europa, il 33% dell’energia elettrica è prodotta da carbone, percentuale stabile rispetto al 2006.

L'Italia è l'unico Paese in Europa che, pur non facendo ricorso al nucleare, ha una quota di utilizzo di carbone estremamente bassa.

La torta della produzione di energia elettrica italiana è infatti unica in Europa: se la media vede generalmente una quota pari al 60-70% circa generata da un mix variabile di carbone e nucleare, in Italia la fa da padrone il gas: nel 2009 la produzione di energia elettrica proviene per il 60% da gas naturale, per l’8% da olio combustibile, per il 12% dal carbone, per il 20% da rinnovabili. Ma oltre a occupare una quota di mercato modesta, in Italia il carbone risente anche degli effetti di una lunga disinformazione: il cittadino italiano infatti non è minimamente a conoscenza delle moderne tecnologie di movimentazione e combustione oggi disponibili in Italia, che rendono il carbone una fonte primaria di energia elettrica con numerosi vantaggi. Per garantire la sicurezza e la competitività dell’approvvigionamento energetico, l’Europa prevede di non produrre più del 37,3% della propria energia elettrica dal gas naturale e di mantenere almeno il 45,4% a nucleare e carbone anche nel 2020.

Questo perchè, secondo le stime della Comunità Europea, senza un’attiva politica energetica nei prossimi 20 o 30 anni si rischia di importare oltre il 70% dei consumi energetici europei da aree ad alta instabilità politica.

Queste preoccupazioni sono già realtà in Italia: è l’unico Paese al mondo che dipende per più del 60% nella produzione elettrica dal gas, importandone l’85% dall’estero, soprattutto da Algeria e Russia.

Forte, quindi, la dipendenza dall’estero nella produzione di energia elettrica, dipendenza destinata ad aumentare gradualmente e continuamente nei prossimi anni.

Così, ad oggi, mentre l’Europa continua a basare la propria produzione elettrica per almeno il 60% sull’accoppiata nucleare e carbone, l’Italia sta andando per la stessa percentuale a gas naturale con rilevanti implicazioni sulla sicurezza e la competitività delle fonti di approvvigionamento.

Il sistema elettrico italiano è dunque costretto ad accettare i prezzi del gas fissati dal “duopolio” non essendoci, a causa della lontananza e quindi di un eccessivo eventuale costo di trasporto, fonti alternative.

Infatti il gas naturale è importato da Algeria e Russia, considerate altamente instabili politicamente, e arriva in Italia attraverso gasdotti. Risparmio energetico e frenata economica, sono stati elementi che hanno contribuito nel 2009 a contenere i consumi italiani di energia.

La fattura energetica italiana è stimata sui 41,4 miliardi di euro in leggera diminuzione rispetto al 2008 che con 59,7 miliardi di Euro aveva toccato il valore più elevato dell’ultimo ventennio.

La netta flessione dei prezzi del petrolio nei primi mesi del 2009, e la crisi economica hanno contribuito ad alleggerire un po’ la bolletta energetica degli italiani, che tuttavia rimane ancora troppo elevata rispetto al Pil, con un peso del 2,7%, valore molto più elevato rispetto agli altri paesi europei.

(milioni di Euro) 1981 1985 1990 2000 2005 2007 2008 Stima 2009
Combustibili solidi 790 1.167 731 1.009 1.892 1.940 2.931 1.700
Gas naturale 1.106 2.803 1.859 7.834 12.194 16.207 22.021 16.350
Petrolio 13.094 15.570 8.561 18.653 22.411 26.312 32.550 20.500
Altri 300 603 867 1.524 2.136 2.083 1.934 2.350
Biocarburanti             330 500
Totale fattura energetica                
milioni di Euro nominali 15.290 20.143 12.018 29.020 38.633 46.542 59.766 41.400
milioni di Euro reali 2009 55.986 45.906 20.786 34.983 41.666 48.382 60.194 41.400
% fattura vs. PIL 6,3 4,7 1,7 2,4 2,7 3,0 3,8 2,7

Nel 2009 le quotazioni internazionali del carbone hanno risentito dell’impatto della crisi globale, vedendo ridursi notevolmente il suo prezzo. I valori Cif Ara si sono attestati in media sui 70$/t, a fronte dei 147-148 del 2008, mentre il Richards Bay da 121$/t circa si è dimezzato a 64$/t. Quotazioni comunque più stabili rispetto al greggio, molto più vulnerabile alla speculazione. Il WTI e il Brent sono infatti schizzati dai 45 agli 80 $/b di dicembre, mentre il carbone ha oscillato tra i 60 e gli 80 $/b. La tendenza mondiale manifestata quella di un aumento relativo della produzione termoelettrica da carbone, in considerazione della sua maggiore economicità e stabilità del prezzo rispetto alle altre fonti.

Tali conseguenze sono particolarmente sentite soprattutto da parte delle utenze industriali: secondo l’ultima relazione annuale dell’Autorità per l’Energia, le imprese italiane infatti sono costantemente costrette a fronteggiare prezzi al di sopra della media europea, con pesanti ripercussioni sulla competitività soprattutto in quei settori caratterizzati da forti consumi energetici (ad esempio, carta, acciaio, ecc.).

I prezzi dell'energia elettrica per le utenze industriali (fonte: elaborazione dati AEEG)
Attuale rapporto fra capacità di rigassificazione e consumi di gas del paese (fonte: AEEG)

Secondo le previsioni delineate dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) nel “World Energy Outlook 2009”, nello scenario di riferimento la domanda di energia primaria aumenterà dell’1,5% annuo nel periodo compreso tra il 2007 e il 2030, da poco più di 12.000 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) a 16.800 Mtep, con un aumento globale del 40%. I combustibili fossili restano la fonte principale di energia primaria nel mondo, e rappresentano oltre i tre quarti della crescita del consumo energetico globale tra il 2007 e il 2030. In termini assoluti, è il carbone a detenere il tasso di crescita della domanda più elevato nel periodo di proiezione, aumentando del 73% nello stesso periodo e vedendo crescere la propria percentuale nella domanda totale di energia fino al 44%.