Energia elettrica e carbone

Produzione di energia elettrica e carbone: l'anomalia italiana

 

Le fonti di energia elettrica (fonte: IEA)

 

 

Nel mondo, il 42% dell’energia elettrica è prodotta dal carbone, la cui produzione nel 2013 si attesta a 7,1 miliardi di tonnellate, stabile rispetto al 2012.

In Europa, il 33% dell’energia elettrica è prodotta da carbone - percentuale stabile rispetto al 2012- seguitodal nucleare con un peso del28%.

L'Italia è l'unico Paese in Europa che, pur non facendo ricorso al nucleare, ha una quota di utilizzo di carbone estremamente bassa.

La torta della produzione di energia elettrica italiana è infatti unica in Europa: se la media vede generalmente una quota pari al 60-70% circa generata da un mix variabile di carbone e nucleare, in Italia la fa da padrone il gas: nel 2013 la produzione di energia elettrica proviene per il 50% da gas naturale, per l’8% da olio combustibile, per il 12% dal carbone, per il 30% da rinnovabili. Ma oltre a occupare una quota di mercato modesta, in Italia il carbone risente anche degli effetti di una lunga disinformazione: il cittadino italiano infatti non è minimamente a conoscenza delle moderne tecnologie di movimentazione e combustione oggi disponibili in Italia, che rendono il carbone una fonte primaria di energia elettrica con numerosi vantaggi. Per garantire la sicurezza e la competitività dell’approvvigionamento energetico, l’Europa prevede di non produrre più del 25-30% della propria energia elettrica dal gas naturale e di mantenere almeno il 45-50% a nucleare e carbone anche nel 2020.

Questo perchè, secondo le stime della Comunità Europea, senza un’attiva politica energetica nei prossimi 20 o 30 anni si rischia di importare oltre il 70% dei consumi energetici europei da aree ad alta instabilità politica.

Queste preoccupazioni sono già realtà in Italia: è l’unico Paese al mondo che dipende per più del 50% nella produzione elettrica dal gas, importandone l’85% dall’estero, soprattutto da Algeria e Russia.

Forte, quindi, la dipendenza dall’estero nella produzione di energia elettrica, dipendenza destinata ad aumentare gradualmente e continuamente nei prossimi anni.

Così, ad oggi, mentre l’Europa continua a basare la propria produzione elettrica per almeno il 60% sull’accoppiata nucleare e carbone, l’Italia sta andando per la stessa percentuale a gas naturale con rilevanti implicazioni sulla sicurezza e la competitività delle fonti di approvvigionamento.

Il sistema elettrico italiano è dunque costretto ad accettare i prezzi del gas fissati dal “duopolio” non essendoci, a causa della lontananza e quindi di un eccessivo eventuale costo di trasporto, fonti alternative.

Infatti il gas naturale è importato da Algeria e Russia, considerate altamente instabili politicamente, e arriva in Italia attraverso gasdotti. 

La domanda di energia italiana non sembra rilevare segnali di recupero e, anche nel 2013, ha segnato una flessione del3.7%, attestandosi sui 164,1 Mtep: un valore analogoa quello di metà anni '90 che ci riporta quindi indietro di 20 anni.

La fattura energetica italiana nel 2013 è stata pari a 55,8 miliardi di euro, con una flessione del 14% rispetto all'anno precedente. Tale risultato è stato determinato sia dal calo dei consumi, sia dal raffreddamento delle quotazioni internazionali in dollari di gas e petrolio, nonché dal rafforzamento dell'euro rispetto al dollaro, ma si mantiene su un valore sensibilmente più elevato rispetto agli altri Paesi industrializzati: corrisponde al 3.6% del Pil, contro un valore medio negli anni novanta dell'1.5%.  

La netta flessione dei prezzi del petrolio nei primi mesi del 2009, e la crisi economica hanno contribuito ad alleggerire un po’ la bolletta energetica degli italiani, che tuttavia rimane ancora troppo elevata rispetto al Pil, con un peso del 2,7%, valore molto più elevato rispetto agli altri paesi europei.

 

 

(milioni di Euro) 1981 1985 1990 2000 2008 2009 2010 2011 2012       2013     
Combustibili solidi 790 1.167 731 1.009 2.927 1.782 2.270 2.936 2.775 1.812
Gas naturale 1.106 2.803 1.859 7.834 22.253 17.096 18.998 21.116 24.189 20.093
Petrolio 13.094 15.570 8.561 18.653 32.475 20.507 28.433 34.549 33.908 30.509
Altri 300 603 867 1.524 1.948 2.458 2.409 2.735 2.389 2.047
Biocarburanti       67 463 737 1.128 1.588 1.616 1.362
Totale fattura energetica                  
milioni di Euro nominali 15.290 20.143 12.018 29.0206 60.066 42.580 53.238 62.924 64.877 55.823
milioni di Euro reali 2013 60.916 49.954 22.619 34.983 65.832 46.327 57.018 65.630 65.656 55.823
% fattura vs. PIL 6,3 4,7 1,7 2,4 3,8 2,8 3,4 4,0 4,1 3,6

 

Ad eccezione delle rinnovabili, che hanno registrato una crescita consistente, favorite anche dalla maggiore produzione idroelettrica, tutte le altre fonti sono in calo più o meno marcato, riflettendo e amplificando l'ennesimo calo del PIL italiano.

Tuttavia la tendenza mondiale manifestata è quella di un aumento relativo della produzione termoelettrica da carbone, in considerazione della sua maggiore economicità e stabilità del prezzo rispetto alle altre fonti.

Tali conseguenze sono particolarmente sentite soprattutto da parte delle utenze industriali: secondo l'Autorità per l'Energia , le imprese italiane sono costantemente costrette a fronteggiare prezzi al di sopra della media europea, con pesanti ripercussioni sulla competitività soprattutto in quei settori caratterizzati da forte consumi energetici (ad esempio, carta, acciaio..)

Il nostro Paese risente anche di gravi lacune infrastrutturali sul fronte dei rigassificatori (con la sola esclusione del terminale di Rovigo in funzione dal 2009) e non risulta attualmente in grado di fronteggiare un'emergenza energetica, non essendo dotato di adeguati impianti, unica eccezione europea.

 

I prezzi dell'energia elettrica per le utenze industriali (fonte: elaborazione dati AEEG)

 

Attuale rapporto fra capacità di rigassificazione e consumi di gas del paese (fonte: AEEG)

 

 

Secondo gli ultimi dati Assocarboni, nel 2013 i consumi mondiali di carbone sono cresciuti del 2.5% e il carbone si è confermato il combustibile con i tassi di crescita più elevati.

A livello mondiale, il carbone rimarrà la fonte di energia in più rapida crescita ancora per molto tempo: secondo l'IEA, la sua domanda aumenterà più velocemente di quella del gas naturale, ad un tasso del 2.3% annuo da qui al 2018. Di fatto, negli ultimi 10 anni la domanda mondiale di carbone è aumentata di circa il 55%, una crescita maggiore in termini sia di volume che di percentuali rispetto a qualsiasi altra fonte di energia, comprese le fonti rinnovabili.

La forza trainante alla base dell'aumento del consumo mondiale di carbone è il settore energetico in Cina, India e altri Paesi non OSCE, soprattutto nel Sud-Est asiatico. Ancora una volta, la Cina rimane il più grande consumatore di carbone al mondo,  rappresentando da sola oltre il 50% del consumo globale.

Nello scenario centrale presentato nell'ultimo World Energy Outlook dell'International Energy Agency, la domanda mondiale di carbone aumenterà del 17% al 2035, con due terzi della crescita che si verificheranno entro il 2020.

Il ricorso a questo combustibile diminuirà nei paesi  OCSE. Al contrario, la domanda di carbone aumenterebbe di un terzo nei paesi non-OCSE, principalmente in India, Cina e Sud Est asiatico - nonostante il consumo cinese dovrebbe stabilizzarsi intorno al 2025. India, Indonesia e Cina contano per il 90% della crescita della produzione mondiale di carbone.

Inoltre, entro il 202 il carbone è destinato a superare il petrolio quale principale fonte mondiale di energia, come riportato da un recente studio pubblicato dalla società di consulenze Wood Mackenzie.