Le centrali a carbone in Italia
L’Italia importa via mare circa il 90% del proprio fabbisogno di carbone, su una flotta italiana di circa 60 imbarcazioni che garantiscono una capacità di carico complessiva di oltre 4,6 milioni di tonnellate. Le provenienze sono molto diversificate: i principali paesi di importazione sono gli USA, il Sud Africa, l’Australia, l’Indonesia e la Colombia, ma anche il Canada, la Cina, la Russia e il Venezuela.
L’unica risorsa carbonifera italiana è concentrata nel bacino del Sulcis Iglesiente, nella Sardegna sud-occidentale. Le attività estrattive di questo bacino sono state sospese nel 1972, ma dal 1997 il bacino del Sulcis è stato oggetto di nuove attenzioni da parte degli studiosi che valutano nuove soluzioni per l’utilizzo energetico e eco-compatibile dal carbone del Sulcis. Attualmente la produzione è di circa 1 milione di tonnellate annue.
Gli operatori italiani hanno in cantiere progetti di conversione a carbone di una consistente parte del loro parco produttivo e di sfruttare gli impianti già predisposti per la combustione del carbone e mai utilizzati.
Attualmente, le centrali a carbone in Italia sono 13:

- Centrale di Brindisi Nord (BR) di proprietà della EDIPOWER SpA. La società utilizza carbone in 2 sezioni da 320 MW.
- Centrale di Fiumesanto (SS) di proprietà di E.ON ITALIA, ha 2 sezioni a carbone da 320 MW.
- Centrale friulana di Monfalcone, di proprietà di A2A composta di 4 sezioni, di cui due alimentate a carbone da 165 e 171 MW e due ad olio combustibile da 320 MW.
- Centrale di Torrevaldaliga Nord di proprietà dell’ENEL SpA è composta da tre sezioni da 660 MW prima alimentate ad olio combustibile e oggi riconvertite a carbone. La centrale è operativa dal 2009.
- Centrale di Vado Ligure di proprietà della TIRRENO POWER è suddivisa in quattro sezioni di cui due da 330 MW che vanno a carbone. Il progetto di costruzione di una nuova unità a carbone di 460 MW ad elevato rendimento, oltre che l’ammodernamento delle sezioni esistenti al fine di migliorarne le performance ambientali ha ottenuto la firma del decreto VIA (Valutazione di Impatto Ambientale)da parte del Ministero dell’Amibiente nel corso del 2009.
- Centrale di Brescia di proprietà dell’A2A di Brescia è composta da una sezione da 70 MW che va a carbone.
- Centrale di Brindisi Sud di proprietà dell’ENEL composta da due sezioni ciascuna da 660 MW alimentate a carbone. E’ prevista per la fine del 2009 la realizzazione di un impianto pilota di 50MW per la cattura e sequestro geologico della CO2. La costruzione di questo impianto, rientra nel’accordo firmato tra ENI e Enel nell’ottobre 2008 volto a consentire lo sviluppo di questa tecnologia a livello industriale.
- Centrale di Genova di proprietà dell’ENEL SpA due unità, una da 295 MW alimentate a carbone.
- Centrale del Sulcis di proprietà dell’ENEL SpA 1 unità da 240 MW alimentata a carbone.
- Centrale di Fusina di proprietà dell’ENEL SpA, due da 320 MW alimentate a carbone.
- Centrale di Marghera di proprietà dell’ENEL SpA due unità da 70 MW alimentate a carbone.
- Centrale di La Spezia di proprietà di ENEL SpA, quattro unità di cui una unità da 600 MW alimentata carbone.
- Centrale di Bastardo di proprietà di ENEL SpA due unità da 75 MW alimentate a carbone.