Comunicato stampa

Assocarboni: soddisfazione per gli accordi raggiunti al COP21 di Parigi

Assocarboni giudica postivi gli aspetti di volontarietà degli impegni e bilanciamento degli obiettivi. Necessaria l’introduzione di meccanismi di incentivazione internazionale per le nuove tecnologie di Carbon Capture and Storage (CCS).

Soddisfazione per gli accordi raggiunti al recente COP21 di Parigi e, in particolare, giudizio positivo su aspetti quali la volontarietà degli impegni presentati in termini di taglio delle emissioni e bilanciamento degli obiettivi ambientali con quelli occupazionali ed economici.

E’ questa, in estrema sintesi, la posizione espressa da Assocarboni in merito al nuovo accordo (Paris Agreement) accettato la scorsa settimana da 195 Paesi, dopo due settimane di negoziati, per limitare il riscaldamento globale.

Il patto siglato a Parigi è il primo accordo universale nella storia del negoziato sul clima e impegna a obiettivi ambiziosi, considerata anche le necessità di ridurre la povertà energetica e accrescere la domanda di energia nei paesi in via di sviluppo e di promuovere la competitività dei paesi sviluppati.

“Tra gli elementi emersi – ha dichiarato Andrea Clavarino, Presidente di Assocarboni – riteniamo positivo il carattere di volontarietà e unilateralità degli impegni sui tagli delle emissioni (INDC), poiché ogni Paese ha caratteristiche energetiche specifiche, legate anche alla presenza di materie prime sul territorio o alla via di sviluppo economico seguita. Ben vengano ovviamente le rinnovabili, che comunque l’Italia sta sviluppando egregiamente.”

“E’ inoltre positivo il fatto che non sia stato indicato un anno di uscita dai fossili, poiché la salvaguardia ambientale è un obiettivo fondamentale, ma è altrettanto necessario tutelare occupazione ed economia nei Paesi sviluppati e garantire l’uscita dalla povertà energetica in quelli in via di sviluppo”, ha proseguito Clavarino.

Per il raggiungimento degli obiettivi di salvaguardia del clima a livello globale, Assocarboni reputa ora un passaggio fondamentale lo sviluppo di centrali che impieghino tecnologie a elevata efficienza e basse emissioni (HELE: High Efficiency Low Emission) e l'adozione capillare della tecnologia Carbon Capture and Storage (CCS) per la cattura e lo stoccaggio dell'anidride carbonica.

Rispetto alle più obsolete e meno efficienti tecnologie impiegate nel passato, i moderni impianti ad alta efficienza e a basse emissioni disponibili oggi in Italia per la produzione di energia elettrica, emettono tra il 25 e il 33% di CO2 in meno e sono in grado di ridurre significativamente tutte le altre emissioni inquinanti.

Assocarboni auspica lo sviluppo di un meccanismo internazionale di incentivi e sostegno finanziario ai Paesi che intendono costruire impianti a carbone avanzati che utilizzino le tecnologie di CCS, come già avvenuto per lo sviluppo tecnologico delle energie rinnovabili.

Gli operatori italiani del settore hanno mostrato una straordinaria capacità di innovazione: tutte le centrali a carbone presenti in Italia hanno ottenuto la rigorosa certificazione ambientale europea (EMAS) e vantano un rendimento medio del 40%, con un picco del 46% registrato dall'impianto di Torrevaldaliga Nord, eguagliato per performance solo da altri due impianti a livello mondiale, presenti in Giappone e in Danimarca.

Negli ultimi decenni l'industria del carbone ha fatto enormi passi verso la sostenibilità ambientale. Oggi il carbone garantisce costi contenuti e sicurezza energetica ed è quindi il combustibile ottimale per accompagnare la crescita delle rinnovabili sulla strada della mitigazione dei cambiamenti climatici e per inaugurare un nuovo corso anche per lo sviluppo economico, industriale e produttivo dell’Italia.