Strategia Energetica Nazionale: la posizione di Assocarboni

L’Italia ha assoluto ed urgente bisogno di diversificare ed equilibrare il “Mix delle Fonti Primarie” per la generazione elettrica, per sostenere la competitività e ridurre il rischio strategico per gli approvvigionamenti energetici, essendo tra i paesi europei quello con la più elevata percentuale di dipendenza energetica dall’estero.

Competitività delle bollette elettriche (oggi le più care d’Europa), sicurezza degli approvvigionamenti e tutela dell'ambiente devono guidare la nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN).

Sbagliato puntare ancora di più sul gas, il combustibile di gran lunga più costoso, oggi al 60% nella produzione elettrica, e prevedere ulteriori incentivi alle rinnovabili, oggi pari a Euro 9 miliardi annui che andrebbero ad aumentare ulteriormente il caro bolletta.

Per abbassare le bollette elettriche occorre sostituire il gas, la fonte più' costosa , con il carbone, allineando l'Italia maggiormente al mix delle fonti degli altri paesi europei che producono energia elettrica per il 60% con nucleare e carbone e non con il gas.

La crescita economica rappresenta la principale urgenza del Paese, sia a livello economico che sociale. Questa richiede anche una riduzione dei costi dell’energia elettrica di almeno il 30% per favorire la competitività delle aziende italiane specialmente quelle energy intensive dei settori dell'acciaio, carta, ceramico del vetro e dei laterizi, oggi spiazzate dai concorrenti europei che hanno un’ energia elettrica molto più competitiva perché basata sul nucleare e sul carbone .

L'Italia è l'unico paese al mondo a dipendere dal gas per la produzione di energia elettrica per oltre il 60%, di cui la maggior parte proveniente da Algeria e Russia, paesi politicamente instabili.
L'Italia ha rinunciato con un referendum al nucleare e la quota del carbone è la più bassa d'Europa, 12%, le rinnovabili sono ancora troppo costose - peseranno per 9 miliardi di euro all’anno al contribuente italiano nel 2012 .
Ecco perché dobbiamo portare l'uso del carbone a livelli maggiormente europei, se vogliamo diminuire la bolletta elettrica .

Le nostre centrali a carbone hanno ottenuto tutte la stringente certificazione ambientale europea EMAS e hanno un efficienza media del 39% rispetto al 35% delle centrali europee che sono sprovviste della certificazione Emas.

A Torrevaldaliga Nord la nuovissima centrale a carbone ha un’ efficienza del 46%, un livello altissimo che solo un impianto in Danimarca e Giappone possono vantare.
Un gioiello di tecnologia che tutto il mondo ci invidia, dove il carbone è “sigillato” dall'arrivo via nave fino al suo utilizzo, nessuna centrale in Europa è cosi avanzata.

I progressi tecnologici e il rispetto degli standard ambientali permettono al carbone di essere la miglior alternativa economica e di mettere in sicurezza il nostro approvvigionamento energetico.

Sarebbe sbagliato disperdere gli investimenti fatti dagli operatori del settore che garantiscono oggi all’Italia uno dei parchi di centrali a carbone tecnologicamente più avanzati, efficienti e sostenibili al mondo.
Un nuovo mix delle fonti in linea con quello degli altri Paesi Europei (25/30% gas e 30/35% carbone) permetterebbe sia di aumentare la competitività del settore manifatturiero italiano sia di creare nuovi posti di lavoro.
Gli interventi necessari per attuare questo nuovo mix riguardano il completamento della conversioni delle centrali di Vado Ligure, Porto Tolle e Saline Joniche, che porterebbe a:
1. la riduzione significativa del differenziale di prezzo dell’energia elettrica rispetto al resto d’Europa grazie all’utilizzo di un combustibile poco oneroso e ampiamente disponibile;

2. l’utilizzo di impianti di elevato standard ambientale e tecnologico dove, in molti casi, l’uso del carbone può essere coniugato con quello delle biomasse;

3. il miglioramento della sicurezza delle forniture oggi concentrato con il gas su Russia ed Algeria .

Il carbone si può infatti acquistare in tutto il mondo, Colombia, Sud Africa, Russia, Australia, Indonesia - solo per citare alcuni paesi produttori) riequilibrando il mix produttivo elettrico ed aumentando la capacità del sistema di fronteggiare eventuali crisi nell’approvvigionamento del gas.
Invitiamo il nostro Governo a studiare il caso di paesi europei come la Germania ed il regno unito che sul competitivo carbone e le sussidiate rinnovabili hanno fondato la loro produzione elettrica.
Un mix fatto di più' carbone e rinnovabili potrebbe essere la soluzione anche in Italia al caro bolletta.

A disposizione il download del documento che riporta le nostre considerazioni in materia di strategia energetica, già formulate in occasione di un'audizione presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

Scarica