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ENERGIA 2010, SARA' L'ANNO DEL CARBONE
Il 2010 sarà
l'anno della ripresa ma le forme che prenderà non sono ancora del tutto chiare.
Gli economisti discutono se la fisionomia della crisi sia a V, W
o a U, il che apre scenari diversi per la crescita. Nel caso dell'energia,
invece, siamo di fronte a tutt'altro film.
La crescita era e resterà costante e il 2010 sarà un anno di
miglioramento. In questo settore, infatti, siamo all'inizio di grandi
cambiamenti, in Italia e nel mondo, che influenzeranno i prossimi 30-40 anni.
Arriva a questa conclusione il primo «Energy
predictions report» presentato da Deloitte che pure segnala alcune tensioni
ancora, a livello internazionale, per l'industria oil and gas; prevede un forte
impulso nel settore elettrico per le smart grids ( le reti di distribuzione
intelligenti, in cui si prevede siano investiti globalmente 33 miliardi di
dollari al 2014 contro i 12 del 2008) e prefigura che il traino per le
rinnovabili verrà proprio dai Paesi dell'oil & gas: Medio Oriente e Africa,
che stanno diversificando più del Vecchio Continente e degli Stati Uniti.
In estrema sintesi: nel
breve-medio i combustibili fossili resteranno fondamentali per soddisfare il
fabbisogno d'energia del mondo; in
forte crescita il carbone (60% la produzione da qui al 2030) di cui non
possono fare a meno per il loro sviluppo la Cina e l'India ma anche le rinnovabili
promettono un forte sviluppo la cui entità sarà però condizionata dallo spazio
che prenderà il nucleare. «Nel 2010 ci sarà una ripresa K spiega Andrea
Laurenza, partner di Deloitte Consulting e responsabile Industry Energy &
Resources K che avrà ricadute sui prezzi del settore energetico. La loro
volatilità sarà influenzata dall'esito della crisi: in uno scenario a W, sul
quale molti economisti ancora si interrogano, la volatilità sarà maggiore. Nel
caso di una crisi a V, sarà invece più contenuta. Il prezzo del petrolio è già
salito molto ma a muoverlo è stata piuttosto la componente speculativa che non
la ripresa economica. Cosa succederà lo vedremo nei prossimi mesi, ma non
prevediamo una discesa sotto i 75 dollari se non per brevissimi periodi». Nel
settore delle fusioni e acquisizioni, Deloitte prevede un ritorno delle
operazioni a livello internazionale nel 2010, soprattutto tra compagnie
petrolifere di Stato (Nocs).
In Italia, questo
processo si rimetterà in moto più lentamente, verso fine anno, e riguarderà
particolarmente, prevede ancora Laurenza, le società elettriche di
distribuzione. Dopo Iride-Enia, Hera, le acquisizioni di E.on e lo stop dal
2008 in poi, si ripartirà: «Il numero di player K afferma K è ancora troppo
alto, per competere si renderanno necessarie nuove aggregazioni che quindi
riprenderanno». E nel caso di Eni ed Enel? «Gli obiettivi di crescita per
questi due gruppi sono prevalentemente all'estero. Sul versante interno,
invece, per la prima volta vediamo un aumento della concorrenza sul mercato
delle aziende e delle famiglie come non c'era stato finora, con offerte e
sconti. Un fatto nuovo». Con 2 miliardi di persone nel mondo ancora al buio, la
domanda crescerà. Per gestire la transizione, Medio Oriente e Africa oggi
grandi produttori di petrolio e gas, stanno ponendo le condizioni per
conquistare un posto di rilievo anche nel nucleare e nelle rinnovabili. E' il
caso di Abu Dhabi che investe 20,4 miliardi sull'atomo e punta a fornire Masdar
City interamente con energia solare nel 2015. «Sono più attenti di noi
occidentali K conclude Laurenza K a diversificare le fonti. In Italia, la
scelta di rientrare sul nucleare comporterà forti investimenti. Con le
disponibilità attuali di finanziamenti non sarà facile aumentare in modo significativo
anche le rinnovabili per raggiungere gli obiettivi del pacchetto 20-20-20.
Servirà un grande impegno». A tutti, Deloitte ricorda il risparmio energetico:
con 500 milioni di dollari di investimento per rifare 6.500 finestre isolanti e
rinnovare illuminazione e condizionamento, l'Emipre State Building risparmierà
il 40% d'energia.